Come tutte le mattine sveglia quando gli occhi decidono di aprirsi. Obiettivo della mattina è trascorrere la giornata al primo giorno di università. E' strano come tu non possa sapere cosa potrebbe accaderti dei minuti dopo... Beh io non avrei mai immaginato chi potevo incontrare un'ora dopo. Ingenua come sempre vestivo la mia tristezza con dei vestiti colorati, truccavo i miei occhi spenti con la matita nera e convincevo le mie labbra a sorridere. Cuffiette e i-pod non possono mancare. La velocità del pullman mi porta in quel luogo in cui mi fa dimenticare di pensare. Abbracci, sorrisi, parole volate nell'aria di Torino. Senza voglia si entra al bar per fare il proprio dovere: salutare alcune persone con cui però non ci si scambia più nessuna parola. Ma chi lo sapeva che il male porta il bene? io l'ho scoperto in quel momento, con quel sorriso, quell'essere scoraggiato e in quella timidezza. In quel metro e ottanta circa volevo far parte almeno di un centimetro. Non mi interessava più di essere seduta con delle persone che mi parlavano, io ascoltavo altre parole: calde, tenere, poche convinte di un inglese sicuro, ma silenzioso. Non ci sono state parole dette con la voce, ma ci sono state parole dette con gli occhi... tante... me le ricordo tutte! Il tempo stringe e il male ritorna portandomi via da lì. Una sola bella: Ciao! E' proprio vero che una semplice e piccola cosa bella ti può cambiare tutta la tua vita o semplicemente la giornata. Non mi interessava del passato, c'era il presente da vivere e mi piaceva anche tanto. La notte i sogni mi portano lui vicino. Le ore passano e non si sa nulla sull'accaduto. Ritorno lì. Dicono che gli angeli arrivano, sorridono e se ne vanno per lasciarti il ricordo che forse dura una vita. Entro. Scontro. Lui era lì a chiedermi scusa. Mi ha dedicato un sorriso, la sua gentilezza, la sua delicatezza. Più semplicemente mi ha dedicato un pò di lui. E' la cosa più bella che una persona possa fare per te. Si ritorna alla realtà. Io esco, lui esce. Si vive, ma ora con qualcosa in più... lui.
Giovedì, Venerdì, Sabato, Domenica. Lunedì un solo sguardo. Gli impegni che si hanno fanno perdere alle persone tante occasioni, ma ci si rende conto dopo di ciò che si è perso. Mercoledì: non lo vedrai più, lui è partito. Giappone, goodbye.
Forse quello scontro ha scatenato un colpo... di fulmine.
Come tutte le mattina sveglia quando gli occhi decidono di aprirsi. Obiettivo della giornata cercare di vivere comunque. E' strano come in un giorno quel bene si sia trasformato in male. Più debole del giorno prima vestivo la mia tristezza con abiti colorati, truccavo i miei occhi con la matita nera e convincevo la mie labbra a sorridere. Cuffiette e i-pod non possono mancare. Lui non può mancare. La velocità del pullman mi porta in quel luogo che ora mi fa pensare a lui. Giovedì, lui non torna. Venerdì, devo avere un suo contatto. Ce la farò e ti sentirò. Oggi, basta lacrime. Giappone, goodbye.

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